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Le mangrovie del Mozambico sono a rischio

In Mozambico le foreste di mangrovie sono a rischio, ma il loro ruolo è fondamentale perché costituiscono uno degli ecosistemi più produttivi e biologicamente diversi del pianeta.
Purtroppo le mangrovie hanno subito un tasso di deforestazione altissimo, basti pensare che a livello globale, tra il 1980 e il 2000, circa il 35% delle mangrovie è stato distrutto. Anche se adesso il tasso di deforestazione si è stabilizzato, questo valore percentuale è di circa 3-5 volte maggiore della perdita globale di foreste terrestri.

Le foreste di mangrovie si trovano in 118 paesi, ma si stima che circa il 75% sia concentrato in 15 paesi, incluso il Mozambico.
In Africa, infatti, il Mozambico è il paese con la più grande area di copertura delle mangrovie, secondo solo alla Nigeria.

 

 

 

 

 

 

 

 

Le mangrovie del Mozambico

La più grande area di mangrovie del paese, con oltre il 50% di copertura, è concentrata intorno al delta dello Zambesi e intorno a Quelimane, con circa 200 km continui lungo la costa e fino a circa 50 km nell’entroterra. Dopo gli estuari dei fiumi Rufiji in Tanzania e Tana in Kenya, la foce del fiume Limpopo e il delta dello Zambesi in Mozambico, sono le regioni in cui si trovano gli alberi di mangrovie più alti dell’intero continente africano!

Ad oggi si stima che oltre il 60% della popolazione mozambicana viva nella zona costiera e sia fortemente dipendente dalle risorse e dagli ecosistemi costieri. Di conseguenza, la mangrovia in Mozambico è stata oggetto di sfruttamento a causa dell’alta pressione umana associata alla povertà e allo sviluppo delle aree costiere, che ha portato al suo degrado in alcuni luoghi.

I più alti tassi di degrado delle mangrovie coincidono quindi con le aree intorno alle principali città: Maputo, Beira, Quelimane e Pemba, dove esiste una forte domanda di prodotti di mangrovie per vari scopi.

Perché è così importante proteggere le mangrovie?

Innanzitutto le mangrovie hanno la capacità di assorbire fino a quattro volte più anidride carbonica per area rispetto alle foreste terrestri montane. E, cosa non meno importante, le mangrovie costituiscono un ecosistema preziosissimo: crescono in acqua salata e garantiscono l’habitat naturale per pesci, crostacei e molte altre specie che vivono tra i tronchi degli alberi, come raccontato in questo video da un nostro collaboratore, Amisse Magido:

Ma quali sono le cause del degrado forestale che mettono a rischio le mangrovie?

In generale, le cause del degrado delle mangrovie sono principalmente antropogeniche. I fattori trainanti del degrado possono variare in base all’area geografica, ma in generale includono:

  • l’istituzione (in maniera non sostenibile) di saline, aree agricole e terreni per l’aquacoltura
  • lo sviluppo costiero incontrollato
  • la costruzione di infrastrutture legate allo sviluppo urbano (con tronchi usati come materiale da costruzione)
  • l’eccessivo sfruttamento delle risorse forestali, tra cui il legname e carbone usati come combustibile, soprattutto per cucinare
  • cambiamenti climatici estremi (come accaduto per esempio nelle zone dei fiumi Save e Limpopo)

Oltre a questo, poi, le foreste di mangrovie sono ulteriormente a rischio a causa di sistemi organizzativi, politici e di gestione che non sono sufficientemente attenti alla preservazione dell’ecosistema.
Inoltre, le comunità che dipendono dalle mangrovie sono soggette a un continuo impoverimento e le disuguaglianze che emergono fanno sì che l’accaparramento e lo sfruttamento eccessivo delle mangrovie sia ancora più incontrollato, nonostante le risorse siano già pericolosamente in diminuzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli interventi di ICEI in Mozambico per preservare le mangrovie e gli ecosistemi costieri

Proprio per proteggere gli ecosistemi e l’ambiente, con vari progetti del nostro programma in Mozambico, abbiamo ha condotto attività di riforestazione delle zone costiere.

Con il progetto Eco-Ilhas le attività hanno riguardato la riforestazione di dune di sabbia a ridosso della spiaggia con piante casuarine e il ripopolamento dei mangrovieti.
In particolare, a ridosso della spiaggia di Maverane si trova un’area caratterizzata da un’intensa deforestazione delle mangrovie dovuta alla pressione antropica perché le comunità hanno fortemente sfruttato le risorse per l’ottenimento di legname usato per la costruzione e come combustibile per cucinare.
Le conseguenze di queste attività sono estremamente serie perché l’erosione della costa e la salinizzazione del terreno aumentano di anno in anno.
E proprio per rispondere a questa situazione, ICEI, attraverso i suoi tecnici, ha riforestato in quest’area 4.000 m2 di mangrovieto.
La stessa attività è stata replicata anche nelle comunità di Macuacane e Doguro, dove complessivamente, tra ripopolamenti di mangrovieti e  della duna, sono stati riforestati 7,4 ettari di terreno.

 

 

 

 

 

 

 

Con il progetto Foreste, poi, abbiamo puntato molto anche sulle attività di sensibilizzazione delle comunità che vivono sulla costa, soffermandoci sull’importanza della preservazione, protezione e uso sostenibile delle risorse dell’ecosistema del mangrovieto. Nel corso di vari incontri, abbiamo sottolineato l’importanza di ridurre l’erosione della costa e ricreare l’ambiente necessario alla preservazione di un ecosistema utile alla riproduzione di specie animali e vegetali essenziali per la biodiversità, l’alimentazione, la resilienza e la capacità di prevenzione dei rischi causati dal cambiamento climatico. Successivamente, assieme alle comunità costiere di Gurai, Barada, Joaqui e Maiva, abbiamo svolto le attività di ripopolamento. Alcune comunità si sono dimostrate particolarmente attive nel processo di ripopolamento e hanno visto la collaborazione delle autorità tradizionali nel coinvolgimento della popolazione.

Nell’ambito del progetto Quelimane Agricola, infine, si svolto recentemente un incontro preliminare tra ICEI e il Consiglio Comunale della Città di Quelimane, proprio sulla possibile collaborazione per il ripopolamento delle mangrovie. In seguito, l’8 e il 09 giugno 2020, è stata anche condotta una visita nelle aree degradate di mangrovie insieme ai leader locali di alcune comunità nel comune di Quelimane. Si tratta di aree in avanzato stato di degrado, dove bisogna intervenire con la massima urgenza per introdurre misure per contenere gli effetti negativi del disboscamento. Anche in questa zona, le ragioni del disboscamento sono principalmente dovute al taglio dei tronchi per la costruzione di case nelle comunità e il taglio per la produzione di carbone come fonte di reddito familiare e uso domestico.

E il nostro impegno per ripopolare le foreste di mangrovie continua anche nel Distretto di Mocubela, grazie al rinnovato supporto della Fondazione Prosolidar e al progetto Sicurezza Alimentare e Nutrizionale per le comunità vulnerabili ai cambiamenti climatici in Zambezia

Per maggiori informazioni sui progetti in corso: programma ICEI in Mozambico

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