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E’ tempo di tornare a scuola

Nonostante la complicata situazione dovuta al Covid-19 e alle diffuse preoccupazioni per la sua gestione, in Italia è tempo di tornare a scuola.
Oggi, il 14 di settembre, infatti, la maggior parte degli studenti di ogni ordine e grado tornerà tra i banchi di scuola. E non possiamo che augurare a tutti loro un anno stimolante e arricchente!

Stiamo affrontando una sfida enorme, ma la pandemia è forse servita anche a riaffermare il ruolo centrale che i servizi educativi ricoprono sul territorio.
Molti studenti hanno sofferto a causa dell’isolamento e dell’esclusione sociale.

Infatti, nonostante gli sforzi notevoli portati avanti dalle autorità locali e dai gruppi anche informali di volontari, le disuguaglianze sociale si sono rese manifeste in maniera molto più evidente con il Covid-19 e l’accesso vero e proprio al diritto all’istruzione è stato compromesso in molti casi, come spiegato anche dalla recente ricerca condotta dall’ISTAT (si veda il rapporto annuale dell’ISTAT, pubblicato a luglio 2020).

La chiusura delle scuole imposta dall’emergenza epidemica ha prodotto un incremento delle disuguaglianze fra i bambini.
Questo svantaggio cresce se combinato con lo status socio-economico: più di un terzo dei bambini che vivono nell’Italia meridionale in famiglie con un basso livello di istruzione non ha accesso a un PC o un tablet.

Inoltre, la situazione imposta dalle restrizioni, ha portato a una ancora più evidente difficoltà nella conciliazione vita-lavoro, soprattutto per le donne. Infatti, a causa della situazione dovuta al Covid-19, il 38.3% delle madri lavoratrici (il 42.6% nel caso delle madri di bambini dai 0 ai 5 anni di età) ha cambiato il piano di ore lavorative per poter rispondere all’esigenze familiari, mentre i padri che hanno fatto lo stesso sono rispettivamente l’11.9% e il 12.6%.

La didattica a distanza ha causato un forte impatto dal punto di vista delle disuguaglianze e ha compromesso, in parte, anche il livello educativo.
La didattica a distanza non può rimpiazzare una relazione educativa che si sviluppa in classe, dove gli studenti e gli insegnati comunicano tra di loro non solo usando le parole, i libri, i video o altri strumenti tecnologici, ma soprattutto attraverso i loro sguardi, la loro presenza fisica e tutti gli elementi della prossemica.

Infatti tutti noi impariamo attraverso l’interazione con gli altri, e questo è anche uno degli elementi centrali della strategia Antirumours (AR), promossa dal programma delle Città Interculturali del Consiglio d’Europa.
L’approccio Antirumours punta a rafforzare il livello di consapevolezza e la necessità di contrastare pregiudizi e rumours legati alla diversità. Si tratta di stereotipi che possono ostacolare l’interazione positiva e la coesione sociale e che possono gettare le fondamenta per atteggiamenti discriminatori e razzisti.

Questo striscione, che mostra un celebre pensiero di Antonio Gramsci, è stato affisso all’entrata di una scuola di Milano.

 

Questa è la ragione per cui le scuole e i centri educativi ricoprono un ruolo centrale per sviluppare una visione migliore della pluralità e delle differenze.

Come risultato delle più recenti iniziative Antirumours promosse in Italia, ICEI ha recentemente prodotto un nuovo manuale dal titolo:“L’Antirumours a scuola”. Il manuale è stato realizzato nell’ambito del progetto #IORISPETTO, ed è disponibile gratuitamente per tutto il personale educativo interessato a promuovere iniziative per prevenire discriminazioni e linguaggio d’odio. Il documento raccoglie le esperienze implementate da ICEI in 4 diverse città facenti parte della Rete delle Città del Dialogo (o in procinto di adesione): Milano, Torino, Albano Laziale e Palermo.

 

👉 Scarica il manuale “L’Antirumours a scuola”

 

E allora in bocca al lupo a tutti gli studenti e insegnanti italiani! Vi auguriamo un nuovo anno scolastico libero dai rumours, perché il Covid-19 non è l’unico virus contagioso che ci troviamo a fronteggiare. Anche stereotipi, pregiudizi e discriminazioni possono essere contagiosi… ma per fortuna per questo abbiamo già un vaccino: è il nostro senso critico!


#IORISPETTO è stato finanziato dall’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e promosso da ICEI insieme a CIFA (capofila), Amnesty International Italia, COREP – Social Community Theatre, AMMI – Associazione Multietnica Mediatori Interculturali e i Comuni di Torino, Milano, Albano Laziale e Palermo.
La pubblicazione del manuale Antirumours è stata supportata dal Programma delle Città Interculturali (ICC) del Consiglio d’Europa.

 

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