Bosnia: una valle che rinasce

Azione integrata di agricoltura biologica, turismo sostenibile e inclusione socio-economica nella Valle dell’Una Sana

icon-home Paese: Bosnia
icon-flag Località: Sei comuni del Cantone Una Sana: Bihac, Vazin, Velika Kladusa, Buzim, Bosanska Krupa, Drvar
icon-calendar Periodo: 2010 – 2013
icon-group Partner: In consorzio con l’ONG IPSIA, controparte locale è ONG Centar za Odrzivi Razvoi “UNA”
icon-euro Finanziatori: Ministero degli Affari Esteri Italiano

Contesto
Il Cantone Una Sana è l’angolo più occidentale della Bosnia i Erzegovina, confinante con la Croazia sia a nord sia a ovest, con un territorio di 4.125 kmq popolato da 287.135 abitanti.
La città capoluogo, data la presenza delle strutture amministrative cantonali, addensa circa il 25% dell’occupazione di tutto il cantone, ma rispetto ai 21.000 lavoratori stabili del periodo anteguerra registra un deficit pesantissimo e a mancare all’appello sono soprattutto i posti di lavoro nel settore agro-industriale. L’agricoltura, oggi, ha una cattiva immagine presso la popolazione, e in particolare le fasce più giovani. Il lavoro agricolo viene visto come “povero”, fisicamente faticoso, poco remunerativo.

Obiettivi
Il progetto mira ad incidere sul massiccio fenomeno della disoccupazione in Bosnia, lavorando su più fronti volti a promuovere la diversificazione del reddito, l’aumento dell’occupazione, il miglioramento della qualità della vita e della sicurezza alimentare e la salvaguardia dell’ambiente.
Valorizzando le risorse naturali e culturali delle comunità coinvolte, si intendono offrire opportunità lavorative per i giovani e gli abitanti potenziando la produzione agricola e l’offerta turistica dell’area.

Beneficiari
Il progetto si rivolge a 2.000 famiglie dell’area coinvolta e 163 piccoli produttori agricoli.

Risultati
Le azioni del progetto hanno permesso di rafforzare e ampliare l’offerta turistica nella zona di intervento, promuovendo un modello di sviluppo sostenibile e partecipativo che ha contribuito alla generazione di reddito in loco, alla rottura dell’isolamento sociale e alla valorizzazione delle risorse naturali, storiche e architettoniche locali.
Sono state formate e sensibilizzate ai principi del turismo sostenibile 1.000 persone e sono stati creati e promossi 6 percorsi turistici a livello locale e internazionale. Il progetto ha permesso inoltre di realizzare 3 accordi con operatori turistici nazionali e internazionali per la promozione e vendita di pacchetti di turismo responsabile.
Per quanto riguarda invece il settore agricolo, è stata sviluppata una filiera produttiva e commerciale ad alto valore aggiunto di frutti di bosco biologici, sostenibile e generatrice di reddito per i produttori interessati, con qualità della produzione: 65 famiglie hanno avviato la produzione e commercializzazione di frutti di bosco, 25 ettari di terreno sono stati adibiti alla coltivazione di frutti di bosco, permettendo di arrivare ad una produzione di 20 tonnellate alla fine del terzo anno di progetto. Sono stati inoltre siglati 3 accordi commerciali con esportatori di frutti di bosco.
Sul lato del coinvolgimento giovanile, è stata rafforzata la partecipazione dei giovani e degli adolescenti nell’elaborazione di strategie per la gestione e lo sviluppo del territorio, con una serie di iniziative sociali, culturali e produttive volte a fornire nuove opportunità professionali e prospettive future ai giovani, e diminuire così l’esodo massiccio delle nuove gene-razioni verso altri Paesi: il 50% dei giovani delle comunità hanno partecipato ad attività sociali e comunitarie, 400 giovani sono stati coinvolti in attività teoriche e pratiche volte a sensibilizzarli sui temi del territorio, 140 ragazze/i delle scuole superiori in 6 comuni di intervento sono stati coinvolti nelle attività di formazione teorico/pratica sullo sviluppo sostenibile e la visione del territorio, 50 giovani hanno trovato un impiego nel settore turistico e agro-alimentare.